Modena: otto femminicidi in attesa di un unico nome

Modena è la mia città.

La vivo da cittadino, da analista ne indago le periferie umane.

Dunque ricordo bene come tra l’agosto del 1985 e il dicembre del 1995, otto giovani donne furono bestialmente uccise: strangolate, accoltellate, colpite con fendenti al cuore.
Per molti anni gli investigatori validarono l’idea di eventi isolati, slegati l’uno dall’altro, maturati in ambienti torbidi. Tutto doveva restare confinato ad un grand guignol della suburbia popolata da prostitute, papponi, balordi e spacciatori.

Le donne in oggetto erano, tranne una, puttane, dunque vite ai margini solite ad essere dimenticate in fretta.
Ricordo che già all’epoca alcuni elementi ricorrenti nell’esecuzione degli omicidi lasciarono ipotizzare una mano unica dietro quella catena di crimini, ma questa traccia non venne mai realmente seguita.

Questa ipotesi è oggi tornata in auge, grazie a un libro che intende riaprire questo cold case (Il Mostro di Modena. Otto femminicidi ancora irrisolti di Giovanni Iozzoli, edizioni Artestampa) nonché a un approfondimento televisivo dedicato da Sky.

Tratto da “A parole nostre”, newsletter settimanale de “Il fatto quotidiano”.