Quando si va dallo psicoanalista?

La psicoanalisi applicata alla terapeutica prevede che tutti possano avere accesso ad un trattamento analitico, a seconda delle loro possibilità economiche e condizioni sociali, senza alcuna esclusione. Chiunque, nello studio dell’analista, può portare la propria sofferenza e chiedere aiuto nel superarla. Si va da uno psicoanalista anzitutto quando si sta male, quando si soffre per un sintomo che impedisce o rende difficoltoso il normale vivere quotidiano. E’ infatti il sintomo, o meglio la sofferenza causata dal sintomo, che  porta una persona a chiedere aiuto .L’individuo, come ha insegnato Freud, “soffre a causa di un conflitto interno che non è in grado di risolvere da solo”.

La sofferenza può presentarsi sotto diverse forme:

  • depressioni
  • stati acuti di angoscia
  • attacchi di panico
  • ossessioni
  • disturbi del comportamento alimentare ( anoressia, bulimia, ortoressia, vigoressia)
  • fobie
  • disturbi dell’umore
  • disturbi di personalità
  • dipendenze, quali l’alcolismo, la tossicomania, la farmacodipendenza

Molti disagi riguardano la sfera dei rapporti in famiglia: per un genitore sostenere il proprio ruolo, per un figlio il suo inserimento nel nucleo familiare, per una donna e un uomo il rapporto di coppia.

Il sintomo trova espressioni specifiche nel bambino, nell’ adolescente, nel giovane adulto.
Per un bambino potrà manifestarsi attraverso problemi comportamentali e di apprendimento; per un ragazzo come interrogativi sui valori familiari e sociali e sulla propria identità sessuale, ma anche attraverso difficoltà incontrate negli studi, tali da creare veri e propri cortocircuiti nel progresso della formazione e dell’acquisizione dell’autonomia.

Particolari condizioni sociali, come quella di immigrato e rifugiato, sono inoltre all’origine di disagio e sofferenza.
La psicoanalisi è altresì uno strumento particolarmente efficace per affrontare e superare i momenti difficili della propria vita, non necessariamente segnati da sintomi evidenti.
Si va da uno psicoanalista quando i passaggi cruciali, i tormenti, le impasses alle quali è soggetto l’individuo nel suo incedere quotidiano paiono prevalere sul desiderio di vita.

Il rapporto con uno psicoanalista è la via elettiva per una conoscenza della propria interiorità, poiché il clinico non possiede verità precostituite, ma si allea con il soggetto per ritrovare quella strada che gli permetta di vivere appieno, tornando in gradi di ‘vivere, amare e lavorare’.